Un problema di raffreddamento del motore sul nuovo gigantesco razzo della NASA per l’esplorazione dello Spazio profondo ha costretto l’Agenzia spaziale a sospendere il tanto atteso debutto di oggi.
La NASA ha caricato il propellente del suo primo megarazzo Space Launch System (SLS) per lanciare la missione lunare Artemis I, ma i controller di lancio non sono stati in grado di raffreddare uno dei quattro motori principali alle temperature necessarie per gestire il propellente super-freddo. Il problema ha bloccato i piani per lanciare il razzo SLS e la capsula Orion (senza equipaggio) in un ambizioso volo di prova di 42 giorni intorno alla Luna. Il decollo era previsto alle 14:33 ora italiana.
Problemi e intoppi. Raffreddare i motori del razzo SLS prima di fare fluire idrogeno liquido criogenico e ossigeno liquido attraverso di essi è un passaggio necessario prima che il razzo possa essere lanciato, hanno affermato i funzionari della NASA. Mentre tre dei motori hanno superato quel test, il motore n° 3 non lo ha fatto, nonostante gli sforzi per la risoluzione dei problemi.

I suoi tecnici sono già al lavoro per verificare se sia possibile ritentare il lancio il 2 settembre, nella seconda finestra disponibile che si aprirà per due ore a partire dalle 18:48 italiane. “Una volta risolto il problema, voleremo”, ha assicurato il numero uno della Nasa, il senatore Bill Nelson, intervistato a caldo da Nasa tv.

“Il volo spaziale è estremamente complesso e farlo per bene è molto più importante che farlo nei tempi previsti”: lo scrive l’astronauta dell’Agenzia spaziale europea (Esa) Luca Parmitano su Twitter, commentando la cancellazione del lancio di oggi della missione Artemis 1. “Un sacco di lezioni imparate per gli ingegneri e, si spera, presto un nuovo tentativo”, aggiunge.

Pamitano, che assisteva dal vivo al lancio insieme ai colleghi Thomas Pesquet e Alexander Gerst, anche loro dell’Agenzia spaziale europea (Esa), aveva parlato di “un’atmosfera di grande eccitazione e soddisfazione: c’è la sensazione che stiamo per assistere a qualcosa di straordinario che cambierà la storia”.

“Per tutti quelli come me e anche più giovani che non hanno assistito all’esperienza del programma Apollo, questo è l’inizio di una nuova esperienza esplorativa che sarà molto più complessa e avvincente, perché pensata in modo internazionale e con finalità diverse”, aveva spiegato Parmitano.

“Questo ritorno sulla Luna non sarà una semplice ripresa di quello che è successo negli anni Sessanta e Settanta, ma davvero un nuovo inizio”, aveva aggiunto. “Per la mia generazione di astronauti il successo di questo lancio significherebbe la possibilità per alcuni di noi di avere un’esperienza mai vissuta da un europeo: quella di essere parte di un equipaggio che andrà intorno alla Luna e in futuro vedere addirittura una bandiera europea sulla superficie lunare”.

Questo lancio è la prima tappa del programma che, dopo questa missione, ne prevede una seconda (Artemis 2) nell’orbita lunare e una terza (Artemis 3), nella quale astronauti torneranno dopo mezzo secolo a camminare sulla Luna.  (fonti varie)

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