“Ci hanno appena chiamato dalla clinica. Aron non c’è più. Il suo corpo non ha retto, sebbene lui abbia lottato fino alla fine”. Con poche righe, scritte verso l’1 di oggi su Facebook, la Lav (Lega AntiVivisezione) di Palermo dà la notizia che in tanti temevano arrivasse: dopo aver lottato con tutte le sue forze per quasi tre giorni, è morto il cane che era stato legato a un palo e bruciato in una piazza di Palermo. Nell’ultimo bollettino veterinario diffuso ieri verso le 19 i medici non avevano nascosto la gravità della situazione: “Il cane presentava gravi ustioni che superano anche l’80 per cento della superficie corporea. Dai dati che abbiamo in letteratura questa è una condizione drammatica con una prognosi riservata e potenzialmente infausta”. Poi la grande forza di questo Pit Bull, la sua immensa voglia di vivere aveva spinto tutto lo staff a sperare, ma i problemi da affrontare erano davvero molto gravi: “Secondariamente alle lesioni che ha riportato – spiegava la dottoressa Silvia Testa – un po’ tutti gli organi soffrono e a distanza di qualche giorno stiamo vedendo queste conseguenze. Attualmente abbiamo problemi per la gestione dei fluidi corporei dovuto alle alterazioni che un’epidermide così alterata presenta. Purtroppo i reni sono gli organi che in questo momento sono quelli particolarmente colpiti e che non stanno funzionando adeguatamente”. Il bollettino si concludeva con l’attesa delle ore successive per “valutare la procedura migliore da effettuare per avere il bene di Aron”. Ma nella notte Aron si è spento, ennesima vittima della crudeltà umana. Il suo nome si va ad aggiungere alle tante vittime di un mondo dove gli animali, dicono i tanti commenti sotto la notizia, non li tutela, dove non esistono leggi che possano prevenire quanto accaduto a lui, come a Leone, il gatto trovato scuoiato vivo ad Angri, o a Leone 2, il micio morto per le ferite riportate dai petardi di cui è stato fatto bersaglio in Puglia nei giorni di Capodanno. Una richiesta, quella di inasprire le pene per chi fa del male agli animali, che emerge anche dalle oltre 45 mila firme raccolte su una petizione online. Un numero che, con la morte di Aron, è destinato a crescere in maniera esponenziale. Secondo quanto reso noto dalla Questura del capoluogo siciliano, la sera del 10 gennaio, durante il regolare servizio di controllo del territorio, gli agenti del commissariato di Polizia ‘Libertà’ sono intervenuti in piazza Francesco Crispi, in quanto era stato segnalato un uomo intento nel dare fuoco ad un cane. Terribile la scena che si è presentata agli agenti: il cane, immobilizzato a un palo della segnaletica stradale, quasi totalmente ustionato ed agonizzante. Il tempestivo intervento delle forze dell’ordine ha impedito che venisse portato a termine l’episodio di violenza. Un’altra pattuglia ha poi trasportato il cane presso una clinica veterinaria.

Alla vista degli agenti, Carmelo Russo, queste le generalità del senza fissa dimora autore del gesto, ha cercato di scappare per poi lasciar cadere dalle mani una bottiglietta parzialmente bruciata. Prontamente bloccato, ha ammesso le sue responsabilità, e cioè di aver dato fuoco al cane di sua proprietà poiché “aggressivo e non socievole”. E come se non bastasse l’uomo, risultato poi essere dal microchip il regolare proprietario del cane, ha continuato ad avere un comportamento violento anche negli uffici di Polizia dove lo stesso sarebbe stato condotto per approfonditi accertamenti: l’uomo infatti, in escandescenza, avrebbe inveito contro gli operatori, danneggiando con ripetuti calci l’autovettura di servizio. Alla luce dei fatti emersi l’uomo è stato denunciato, in stato di libertà, per maltrattamento di animali e danneggiamento.
Nelle ore successive Carmelo Russo è tornato nel luogo in cui vive, vicino a dove si sono verificati i fatti, e ha avuto un confronto acceso con alcuni residenti della zona e ha motivato il suo gesto dicendo: “L’ho bruciato perché era un diavolo e di fuoco doveva andarsene. In zona Massimo aveva già azzannato un barboncino e poteva colpire i bambini, era un cane di combattimenti, un sanguinario, un killer”. Quando qualcuno dei presenti ha cercato di chiedergli perché, se realmente pericoloso, non l’avesse affidato a qualcuno non c’è stata una risposta ma solo uno scambio di insulti e minacce. L’uomo, come si vede in molti video diffusi sui social, ha poi provato a salire su un autobus, ma sono arrivati i carabinieri e lo hanno portato via. I militari lo hanno invitato a non tornare più nella zona. Verranno visionati i filmati disponibili in rete per verificare se ci siano ipotesi di ulteriori reati. Anche ieri ci sono stati momenti di tensione tra l’uomo e gli animalisti che hanno protestato per la violenza nei confronti dell’animale ridotto in fin di vita. Per oggi invece è prevista una manifestazione proprio in quella zona per protestare per la crudeltà nei confronti di Aron. Il Garante dei diritti animali per la Sicilia ha inviato una relazione alla commissione giustizia del governo Meloni
Il garante regionale dei diritti degli animali per la Sicilia preannuncia di costituirsi parte civile contro l’autore che ha dato alle fiamme dopo averlo legato ad un palo il suo cane a Palermo. Giovanni Giacobbe, psicologo ed esperto di neuroetica del benessere animale afferma: “occorrerebbe fare sentire tutto il nostro sdegno a Roma. Da quando lo Stato ha avocato a sé la potestà legislativa esclusiva in materia di diritti degli animali con la modifica dell’articolo 9 della costituzione, è noto che la Regione non abbia più gli strumenti per legiferare in maniera tale da riuscire a prevenire né (ovviamente) a punire questi esecrabili reati perpetrati in danno degli animali”.

Il garante della Regione Siciliana ha inviato una relazione alla commissione giustizia del governo Meloni in cui ha evidenziato che: “Al giorno d’oggi, tutti i Paesi occidentali si sono dotati di leggi che sanzionano la crudeltà ed il maltrattamento verso gli animali, ma l’Italia purtroppo è ancora indietro. Il progressivo evolversi della sensibilità collettiva nei confronti degli animali, connesso al crescente allarme sociale per la crescita esponenziale di fenomeni di maltrattamento e sfruttamento di varia natura, rendono certamente opportuno un nuovo intervento legislativo”. (Articolo tratto da repubblica.it)

Contiamo sempre sulla giustizia del Creatore, che questa persona malvagia, sparisca al piu presto dalla faccia della Terra, e nello stesso modo cioè bruciato vivo….

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