Si chiamava Drago ed era un lupo maschio, adulto, monitorato con tanto di radiocollare per studiarne gli spostamenti sul territorio. Una trappola artigianale fatta per catturare fauna selvatica lo aveva ucciso nelle campagne di Arcevia, con sofferenze atroci. L’esemplare era stato trovato soffocato da un laccio al collo formato da una catena e un cavo di acciaio, quello tipico utilizzato per i freni della bicicletta, con un nodo scorsoio che più tiri e più ti stringe. Era il 14 gennaio scorso. A distanza di quattro mesi il responsabile di quella fine è stato condannato per uccisione di animale e furto aggravato. L’imputato, un 79enne del luogo, pensionato, ha patteggiato ieri una pena a 6 mesi di reclusione (pena sospesa) più 300 euro di multa, davanti al gup Alberto Pallucchini. In udienza era difeso dall’avvocato di fiducia Andrea Boria. L’uomo è potuto accedere al rito alternativo, godendo di uno sconto di pena, dopo aver fatto una donazione al Wwf, che gli ha concesso di beneficiare delle attenuanti generiche avendo fatto la buona azione di beneficenza a una associazione che salvaguardia certa fauna. Stando alle accuse nel suo terreno furono trovate diverse trappole simili a quelle che causarono la morte del lupo, specie protetta dalla legge. Il pensionato, che non aveva nessuna licenza di caccia, le avrebbe usate per catturare cinghiali e selvaggina per uso personale, appropriandosi così di un bene pubblico, gli animali stessi, considerati patrimonio dello Stato ed esposti alla pubblica fede. Così l’accusa di furto aggravato contestata dalla Procura. Le indagini, condotte dai carabinieri forestali di Jesi e San Marcello, si erano dirette subito su di lui perché la sua proprietà era proprio in prossimità della trappola mortale del lupo. In casa i militari avevano rinvenuto poi anche lo stesso cavo e anche alcuni cinghiali catturati. Drago era stato trovato grazie alla segnalazione di un cittadino fatta al centro recupero animali selvatici delle Marche che, tramite l’associazione Foxes di Fano, mandò un esperto sul posto del ritrovamento. Il lupo era morto da qualche ora e fu quindi impossibile salvarlo.
Marina Verdenelli (Il Resto del Carlino – Ancona).

Questa della giustizia sugli animali è una cosa vergognosa. 300 euro… Io anche se ha 79 anni lo mandavo ai lavori forzati è quello che si merita.  Mi auguro tra l’altro che faccia la stessa fine…. Sempre Viva il lupo!! (G.M.)

 

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