Un fermoimmagine, tratto dal filmino girato da due videoamatori di Stenico nel Parco Adamello Brenta, di un orso che fa parte del progetto Life Ursus. La reintroduzione dell'orso in Trentino e' un evento visto positivamente dai residenti, meno dai pastori perche' gli orsi, che girano liberi nel Parco, affamati sbranano le pecore che vi pascolano. ANSA / RED

TRENTO. Una dura lettera in cui si chiedono le dimissioni del presidente della Provincia, Maurizio Fugatti, dell’assessora Giulia Zanotelli e del dirigente generale della Protezione civile, Raffaele De Col. A chiederlo la famiglia Papi, ancora profondamente scossa dalla morte del figlio Andrea a 26 anni nei boschi di Caldes, ucciso da Jj4, oggi rinchiusa nel Casteller.

 

“Io e la mia famiglia non possiamo accettare una morte così orribile e cruenta”, scrive Carlo Papi nella lettera inviata in esclusiva all’Ansa. “Un ragazzo esce di casa per una passeggiata e non fa più ritorno perché ucciso dal un orso. E’ una vicenda surreale, chi ha sbagliato, causando questo disastro annunciato, se ne assumerà le proprie responsabilità e pagherà il suo prezzo davanti alla giustizia”.

 

Sono trascorsi più 5 mesi dalla morte di Andrea Papi nei boschi di Caldes. “Questo caso, unico in Italia e forse anche in Europa, mai accaduto da oltre un secolo – si legge nella lettera – mai sarebbe dovuto accadere se solo si fosse usato un briciolo di coscienza e responsabilità. I responsabilità di questa triste vicenda, senza alcuna coscienza, non si sono nemmeno rimossi dal loro incarico”.

 

Nella lettera, Papi invoca giustizia per il figlio e chiede le immediate dimissioni del presidente della Provincia di Trento, dell’assessore alle foreste e del dirigente generale della Protezione civile, foreste e fauna. “Queste figure di alto profilo dirigenziale – precisa – hanno commesso degli errori imperdonabili per non aver allertato i cittadini del pericolo che incombeva sopra il nostro abitato con idonei cartelli di grave pericolointerdicendo le strade forestali con apposite transenne di chiusura. Se ciò fosse avvenuto, mio figlio Andrea oggi sarebbe ancora vivo. La politica istituzionale cerca di addossare tutte le responsabilità all’orsa, per potersi scrollare di dosso quelle grosse colpe che ha da tempo sulla coscienza”.

 

Già nel giorno del funerale era stato lanciato un messaggio di grande dolore al quale hanno fatto seguito però parole di rabbia: “Oggi le notti per noi sono lunghissime, piene di ricordi e nostalgia. Notti di rabbia e di angosciaRabbia verso chi non ha agito primarabbia perché si poteva evitare e ora non si può tornare indietro”.

 

Perdonare, aveva detto il padre di Andrea, è difficile: “Andrea, noi non siamo te, non siamo nemmeno santi né Cristo sulla croce e questo perdono è veramente troppo grande per noi. Non servirà a riportati indietro ma dobbiamo farti giustiziadarti dignità, purtroppo è l’unica cosa che possiamo fare oggi. Andrea, sarai sempre nei nostri cuori. Mi rivolgo a qualcuno qua dentro – ha detto Papi –se qualcuno ha fatto degli errori, per cortesia faccia un passo indietro, si tolga la corona di torno come ha avuto finora e dica ‘mea culpa’, ‘abbiamo sbagliato’, riportiamo le cose come dovevano essere e finalmente Andrea avrà giustizia e dignità”. E più volte nel corso dei mesi la famiglia è intervenuta per ribadire che ”Non è cambiato nulla e nessuno ha chiesto scusa”.  (IlDolomiti.it)

Visits: 22

Avatar photo

Di admin