La Mary Celeste era un brigantino canadese. Fu varato in Nuova Scozia, nel 1861, con il nome di Amazon. Il nome Mary Celeste venne adottato nel 1869.

Fu trovata senza nessuno a bordo, alla deriva verso lo Stretto di Gibilterra nel 1872. Che cosa sia successo all’equipaggio è ancora oggi argomento di congetture: vi sono varie teorie, dalla pirateria al maremoto, dall’ammutinamento ad una tromba d’aria. La Mary Celeste può essere considerata l’archetipo della nave fantasma.
La Mary Celeste misurava 31 metri (103 piedi), l’intero brigantino stazzava 282 tonnellate.

Fu costruita nel 1861, con il nome di “Amazon”, nell’isola di Spencer, Nuova Scozia, il primo grande progetto portato a termine dalla piccola comunità locale.

Fin da subito si è pensato che la nave fosse preda della sfortuna, poiché furono molte le disavventure. Il suo primo capitano, Robert McLellan, figlio di uno dei proprietari, contrasse la polmonite nove giorni dopo aver assunto il comando e morì all’inizio del suo viaggio inaugurale. Fu il primo dei tre capitani che morirono a bordo della nave.

Sotto il capitano John Nutting Parker, la nave si scontrò con una barca da pesca. La nave venne portata al cantiere navale per le riparazioni e qui un incendio scoppiò nel mezzo della nave.

La sua prima traversata transatlantica si rivelò anch’essa disastrosa perché la nave urtò un’altra nave nella Manica. Questo fatto portò alla destituzione del suo capitano.

Dopo questo esordio il brigantino ebbe sei anni di gloria con i suoi proprietari della Nuova Scozia. Nel 1867, la nave si arenò durante una tempesta al largo della Baia di Glace. Dopo che venne recuperata, la nave fu venduta per 1750 $ a Richard Haines di New York, il quale la fece riparare con un costo di 8825 $.

Nel 1868 l’Amazon venne trasferito al Registro di sistema americano e ristrutturato. L’anno successivo il suo nome venne cambiato in Mary Celeste.[5] L’intenzione dei nuovi proprietari era quello di usare la nave per attraversare l’Atlantico per commerciare con i porti dell’Adriatico. La proprietà della nave venne divisa in 24 azioni distribuite tra quattro partner.
Il 5 novembre 1872, sotto il comando del capitano Benjamin Briggs, la nave imbarcò un carico di alcool denaturato per conto della Meissner Ackermann & Coin e salpò da Staten Island, New York diretta a Genova.

Oltre al capitano e ad un equipaggio di altri sette marinai, la nave aveva altri due passeggeri: la moglie del capitano, Sarah E. Briggs, e la sua figlioletta di appena due anni, Sophia Matilda.

Il 4 dicembre 1872 il brigantino fu avvistato da un’altra nave, la Dei Gratia, comandata dal capitano David Morehouse. La Mary Celeste si trovava tra le coste portoghesi e le isole Azzorre, ed era alla deriva a vele spiegate verso lo stretto di Gibilterra. Non vi erano segni della presenza dell’equipaggio a bordo.

Morehouse salì a bordo con due marinai. La Mary Celeste era deserta: l’equipaggio era come scomparso nel nulla lasciando persino il cibo nei loro piatti. La nave era in discrete condizioni, anche se era completamente grondante d’acqua. Solo una delle pompe era in funzione, e nella stiva vi era fino ad un metro d’acqua. Alcune delle sue vele erano strappate. La bussola era rotta, il sestante ed il cronometro marino mancavano e anche la sua unica scialuppa era mancante. Il carico di 1701 barili di alcol era intatto anche se, una volta a Genova, si scoprì che nove barili erano vuoti. A bordo vi erano ancora scorte di acqua e di cibo per sei mesi. La maggior parte delle carte di bordo mancavano. Le ultime annotazioni rimaste riferivano che la nave era giunta in vista di Santa Maria delle Azzorre il 25 novembre. Il brigantino fu condotto in porto a Gibilterra dagli uomini della Dei Gratia e successivamente sequestrato dai funzionari inglesi.
Una volta conclusa l’inchiesta la Mary Celeste venne riconsegnata al suo proprietario, James Winchester, il quale decise di venderla in fretta e furia anche a costo di rimetterci economicamente. Nei successivi undici anni la nave cambiò altri 17 proprietari ma i marinai si rifiutavano di imbarcarsi, perché credevano che la nave fosse maledetta.

Il suo ultimo proprietario, il capitano Gilman C. Parker, nel tentativo di compiere una frode, il 3 gennaio 1885 fece naufragare la nave facendola sbattere contro la scogliera Rochelais,[7] al largo della costa occidentale di Port-au-Prince, Haiti e a sud dell’isola de la Gonâve.[8] Il capitano tentò anche di incendiare la nave senza però riuscirvi.

Le compagnie assicurative fiutarono il tentativo di truffa e portarono Parker in tribunale. Benché fosse stata appurata la colpevolezza del capitano e dei suoi soci, il giudice, memore delle tante disgrazie che avevano colpito la Mary Celeste, fece rilasciare gli accusati. Il capitano Parker morì tre mesi dopo, uno dei suoi soci finì in manicomio e l’altro si suicidò.[9]

La Mary Celeste rimase abbandonata sulla scogliera dove era andata a incagliarsi. Il 9 agosto 2001, una spedizione guidata dallo scrittore Clive Cussler e dal produttore cinematografico canadese John Davis ha trovato i resti del brigantino dove Parker l’aveva distrutto.

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